martedì 8 gennaio 2019

Void Rot - Consumed by Oblivion: una pillola di nero di marte

(Recensione di Consumed by Oblivion dei Void Rot)


Quando si fa musica necessariamente bisogna fare delle scelte. Molto spesso queste scelte vengono fuori in modo naturale perché corrispondono a quello che si ama dentro all'universo musicale. Di conseguenza anche le tematiche e il modo di trattarle vengono fuori spontaneamente. E la riflessione che mi viene da fare è che risulta molto interessante vedere come percorrendo strade diverse e facendo scelte diverse molto spesso di giunge allo stesso punto. 

Il disco del quale mi occupo oggi è già uscito qualche mese fa ma la "scusa" che mi permette di occuparmene è la nuova edizione in vinile. Si tratta di Consumed by Oblivion, mini LP degli statunitensi Void Rot. Un disco che, anche se corto, è molto massiccio e mi fa riagganciare al concetto del quale parlavo prima. L'energia e la potenza di questo lavoro non ha bisogno di ritmiche impazzite o di scelte sonore estreme. Naturalmente non si tratta neanche di un disco "tranquillo" ma le scelte operate danno come risultato un'ondata d'urto impattante lunga 15 minuti. Questo è un disco oscuro, fatto di quella tonalità che viene definita come nero di marte, cioè il nero più nero che ci sia. E la cosa impattante è che questo livello emotivo è presente in tutta la durata del disco. Non ci sono pause o stacchi, dalla prima all'ultima nota si è vittime, consapevoli o meno.

Void Rot


Ma come viene costruita l'oscurità di Consumed by Oblivion? A livello di genere musicale quello che viene offerto dai Void Rot è death-doom metal. La potenza del death abbraccia le ritmiche sostenute del doom. Per quello non c'è bisogno di esagerazione, di riff troppo elaborati, di cambi costanti di ritmo o di altri artifici. Basta avere le idee chiare e buttarsi, far andare da sola la macchina, come se l'oscurità si trasformassi in un piloto automatico. E la strada da percorrere è una discesa negli inferi. Non c'è luce, solo buio, così buio da non riuscire a far abituare gli occhi. 

Consumed by Oblivion diventa a tutti gli effetti una pillola da ingoiare forzatamente. E lo scopo di questa pillola è quella di affrontare la nostra parte più buia, quella che riesce a trascinarci fino a perdere quello che siamo. Nella musica dei Void Rot non c'è il minimo spazio per luci e spiragli di speranza, perché se così fosse si perderebbe completamente il loro obiettivo, obiettivo che invece riescono a attuare magistralmente.

Visto che questo è un mini LP di solo tre brani scelgo soltanto uno da approfondire.
Questo è il primo brano: Ancient Seed. Tra l'altro è molto utile perché corrisponde perfettamente alla struttura che la band utilizza in tutti i propri brani. Inizia la chitarra da sola, in questo caso con degli arpeggi dissonanti e successivamente si accostano tutti gli strumenti sullo stesso giro prima dell'entrata della voce. Viene anche evidenziata l'idea musicale che la band porta avanti. Questo death-doom che non è ne l'uno ne l'altro. Senza strafare lo stesso veniamo catturati senza alcuna via d'uscita.


Consumed by Oblivion ci ricorda una cosa essenziale, cioè che se si fa finta di non avere dei lati oscuri prima o poi quei lati prendono il sopravento su tutto. Per quello questo mini LP dei Void Rot è bestiale e lascia senza fiato seppur corto e veloce. E' necessario affrontare la parte peggiore per far emergere la migliore.

Voto 8/10
Void Rot - Consumed by Oblivion
Sentient Ruin Laboratories
Uscita 09.01.2019

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