venerdì 2 novembre 2018

Zombies Ate my Girlfriend - Shun the Reptile: esorcizzare la macabra realtà

(Recensione di Shun the Reptile dei Zombies Ate my Girlfriend)


Uno degli aspetti che odio di più nell'essere umano è la presunzione di onnipotenza, la presunzione di sapere come si vive in qualsiasi angolo del mondo, anche se molto lontano dal proprio angolo. Ma c'è anche un'altra presunzione pericolosa, cioè quella di credere che che qualsiasi altro posto sia l'ultimo angolo dimenticato della terra, senza mai pensare che forse ogni posto riserva delle cose interessanti. Per quello bisognerebbe viaggiare e conoscere tanta altra gente, mescolare le culture, ascoltare i racconti degli altri e capire che il mondo è vasto, ampio e bello.

Shun the Reptile

Mi fa molto piacere poter occuparmi per la prima volta di un disco che viene dal Sudafrica. Questo acconsentimento è dovuto ai Zombies Ate my Girlfriend e al loro secondo LP Shun the Reptile. Mi fa piacere farlo perché il risultato che si può ascoltare e la testimonianza di vita in un angolo di terra complesso e, in un certo modo, unico. L'unicità è dovuta al fatto che siamo nella parte più meridionale dell'immenso continente africano, in un paese dove le disuguaglianze sociali hanno toccato delle vette uniche e, anche se l'appartheid non esiste più ci sono ancora interi quartieri in tutte le grandi città dove la vita si presenta nel modo più crudele possibile, pieno di disaggi sociali, di delinquenza e di una prospettiva crudele sul valore della vita. In queste idee c'è il nocciolo della musica di questa band, la loro necessità di trasmettere al mondo quello che vedono e vivono di giorno a giorno che è qualcosa di assolutamente diverso dalla nostra realtà. Per quello questo è un disco che s'impregna dell'indignazione umana di fronte a certi atteggiamenti. Per quello può sembrare ostico, crudele e violento ma allo stesso tempo umano. D'altronde che cosa si può fare quando si è immersi in una realtà dove la crudeltà e la delinquenza sono all'ordine del giorno, dove la vita è qualcosa di così fragile da rischiare di perderla in modi crudeli e dove essere nati sembra una corsa alla sopravvivenza? Credo che la musica giochi un ruolo fondamentale per andare avanti.

Shun the Reptile

Shun the Reptile è un disco dove il melodic death metal si avvicina al metalcore dando una versione dei 2010, cioè con una sonorità e un modo d'interpretare questi generi che nulla a che fare con quello che veniva fatto venti o trent'anni fa. E' un'evoluzione naturale che ci presenta una band come Zombies Ate my Girlfriend pronta a erigere un ponte tra il presente e le radici di questi generi. Regalando anche una propria interpretazione, un modo di far capire quello che è il presente loro che può essere radicalmente diverso dal presente di qualche altra band in qualche altro paese. Questo è un quintetto pronto a far capire di essere cresciuti ascoltando dei mostri sacri del metal e trovando degli elementi musicali che si sposavano completamente con la propria voglia di urlare al mondo le proprie impressioni di fronte al mondo che hanno dovuto affrontare. Come se la loro musica fosse l'urlo che permette di scrollarsi di dosso tutte le tensioni, la rabbia e l'impotenza. Questo arriva all'ascoltatore, questo è il loro modo di comunicare e di salvarsi dalla propria realtà. Ancora una volta siamo di fronte alla capacità della musica di essere un veicolo di salvezza e di speranza, in quanto che grazie a essa si riesce a esorcizzare quello che si vive o quello che si è. Per quello credo che questo disco meriti di essere visto come un'esorcizzazione e come una fotografia di una realtà che non è conosciuta a tutti.

Shun the Reptile

La parte più selvaggia del mondo è quella che viene raggruppata in Shun the Reptile. Ascoltare questo disco in un certo modo equivale ad affrontarla e a non far finta che la propria realtà sia l'unica esistente. I zombie di Zombies Ate my Girlfriend non sono morti viventi ma sono dei viventi che hanno sempre un piede nella morte e che in un certo modo devono uccidere per non morire, qualcosa che sembra essere lontane secoli e secoli ma che invece è ancora la realtà di tanti paesi.

Zombies Ate my Girlfriend

Prendo tre brani da questo disco ma il consiglio è di ascoltarlo per intero.
Il primo è il brano omonimo Shun the Reptile. Forse il brano più onirico dell'intero lavoro, un brano che ci regala la costruzione di un essere quasi mitologico che è la metafora della realtà distorta. Un brano molto melodic death metal e anche profondamente epico. Uno dei punti più alti di questo disco.
Il secondo è van Eck. Brano che dimostra abbastanza fedelmente qual è l'intenzione della band, la loro capacità di pescare i suoni del passato e trasformarli in qualcosa di assolutamente attuale. Anche in questo caso la costruzione musicale è impeccabile perché individua un finale esplosivo che funziona perfettamente.
Per concludere segnalo Icarus, brano conclusivo di questo lavoro, una finestra aperta alla possibilità di recensione, di fuga ma anche di essere trattenuti dal fallimento. Proprio come il racconto mitologico di Icaro. Scappare o rassegnarsi?



Shun the Reptile diventa molto più di un disco, diventa qualcosa d'ibrido tra un documentario e un film cruento. La voce dei Zombies Ate my Girlfriend è quella di chi ha l'intelligenza di vedere una realtà e volerla cambiare, prendendo così altre vie come quella della musica. E' un disco di protesta ma è anche un disco di esorcizzazione, per non dimenticare quello che si vive e farlo sapere a chi non è lì.

Voto 8,5/10
Zombies Ate my Girlfriend - Shun the Reptile
Burning Tone Records
Uscita 02.11.2018

giovedì 1 novembre 2018

Sylvaine - Atoms Aligned, Coming Undone: il blackgaze diventa femmina

(Recensione di Atoms Aligned, Coming Undone di Sylvaine)


E' lodevole che in tanti posti del mondo la tolleranza sia sempre più importante. Pensare che qualsiasi individuo possa essere visto esattamente nello stesso modo di qualunque altro, senza importanza di genere, etnia, preferenza sessuale o filosofia di vita, è forse il grande trionfo dell'umanità, che finalmente capisce che l'eguaglianza non è un'utopia stupida ma un dato di fatto. Mentre a livello politico molti paesi hanno già dato questo passo a livello di mentalità ancora molte persone devono capire che l'intelligenza e le capacità di ciascuno di noi dipendono dallo sviluppo, dall'educazione ricevuta, dal percorso di vita e da altri fattori che nulla hanno a che fare su come e dove nasciamo. 

Atoms Aligned, Coming Undone

Atoms Aligned, Coming Undone è un disco che mi ha suscitato grandi riflessioni. Questo perché essendo l'opera di una poli-strumentista come Sylvaine è molto facile intuire, e intravedere, l'anima di questo lavoro. E per me questo lavoro è assolutamente femmina. Non femminile ma femmina. Questo è un disco che ha l'impronta del, così detto, gentile sesso. Ha l'emotività, la violenza e la bellezza delle femmine, che nulla hanno a che fare con quelle maschili. E' come se la musica degli Alcest fosse passata a setaccio attraverso un filtro femminile. Per quello c'è una sensibilità diversa in tutto, un tocco diverso, un modo diverso di rapportarsi con le emozioni che vengono poi messe in musica. Questo non è soltanto un disco di blackgaze ma è la versione femminile di quello che significa questo genere. Ed è un bene che sia così perché le caratteristiche dello stesso l'avvicinano drasticamente al monto femminile. A quel vulcano lunatico di emozioni che improvvisamente erutta per poi essere dormente per secoli. Atoms Aligned, Coming Undone è lunatico, è intenso, è sentito ma è sempre delicato. Può essere un disco devastante ma non sarà mai distruttivo. Aspetti da ringraziare perché non sono, purtroppo, molti gli esempi che vanno in questa direzione.

Atoms Aligned, Coming Undone

Sylvaine ci regala con questo Atoms Aligned, Coming Undone un disco che è molto di più di quello che lei stessa voleva che fosse. Perché nella tappa compositiva si vede che non c'è alcuna intenzione di dare al suo blackgaze un tocco diverso da quello che è questo genere. E' un disco che nasce come un urlo in mezzo della notte, toccando argomenti che sono molto cari a chi ascolta questo genere di musica, cioè la sensazione d'inadeguatezza, di essere nati in un mondo che guarda in tutte altre direzioni e che non darà mai il giusto spazio a chi vede la vita con altri occhi. Ma c'è di più, perché questo messaggio non arriva semplicemente da un gruppo ma viene fuori da un'artista femmina che ha buttato su ogni nota di questo disco il suo essere, il suo percorso, il modo col quale è arrivata a essere quello che è, a abbracciare il genere di musica col quale si esprime. E tutto questo non è intenzionale. Per quello è molto più bello, perché è naturale, perché è innocente, perché non solo non è forzato ma diventa qualcosa di così spontaneo ed impensabile come respirare. Ma questo respiro sa di nostalgia, di tristezza ma anche di profonda bellezza.

Atoms Alligned, Coming Undone

Avete mai avuto la sensazione di essere di fronte a qualcuno e sentire che quella persona è esattamente come la percepite? Non ci sono inganni, non ci sono trappole o difese. Ecco, Atoms Aligned, Coming Undone è proprio così. E' un'anima che si denuda non perché deva farlo ma perché ha il dovere primordiale e inconscio di farsi vedere così com'è. Sylvaine, con più inconsapevolezza e naturalità che qualsiasi altra cosa ci regala un disco dove racconta molto più di quello che vuole raccontare. Senza conoscerla scommetterei che lei è esattamente così. La sua musica parla e da una prospettiva nuova da ascoltare con cura.

Sylvaine

Pesco due brani da questo grande lavoro.
Il primo è Abeyance. La bellezza, l'incanto. La morbidezza di una melodia che viaggia insieme all'ascoltatore, e poi la fierezza, la forza emotiva, l'urlo misurato. Preziosa, fragile e intensa.
Il secondo è Words Collide. Forse in questo caso possiamo parlare di un brano che riassume molto più fedelmente quello che è questo lavoro e quello che è l'appartenenza al blackgaze. Ma anche in questo caso c'è qualcosa di assolutamente femminile, una concezione diversa della musica, delle sonorità e dei progetti che hanno un tocco e un colore diverso. 


Atoms Aligned, Coming Undone è un disco che perfettamente poteva essere firmato da Neige degli Alcest se fosse nato femmina. Questo per dire che dentro a quello che è il mondo del blackgaze, genere che nella mia opinione avrà ancora un grande sviluppo, siamo di fronte a un disco di grandissimo spessore che diventerà un capo saldo. La chiave sta nel fatto che Sylvaine ha saputo mettersi in gioco e che la sua musica è fedelmente un riflesso di quello che lei è, senza trappole ne filtri. E nella musica l'onestà paga sempre.

Voto 9/10
Sylvaine - Atoms Aligned, Coming Undone
Season of Mist
Uscita 02.11.2018