mercoledì 21 novembre 2018

Esben and the Witch - Nowhere: appartenere all'oscurità, desiderare la luce

(Recensione di Nowhere degli Esben and the Witch)



Non ho alcun dubbio nell'affermare che questo blog è letto, quasi esclusivamente, da chi è annoverato tra i "diversi" della società. Cioè tutte le categorie di persone che sono quanto più lontano possibile dall'omologazione che ingloba quasi tutti. Ed è un onore che così sia, anche se la mia "lotta" è sempre stata quella di aprire nuove crepe nei muri della "normalità" in modo di fare entrare la luce e i suoni, o le ombre e i rumori, che fanno parte dell'universo musicale che mi e ci affascina. Dunque, è bello essere "diverso" per il solo gusto di esserlo o perché la "normalità" fa schifo?

Nowhere

Nowhere è il quinto disco del trio inglese Esben and the Witch e il suo titolo è già un indizio fondamentale. Da nessuna parte ma allo stesso tempo ovunque. Nowhere ha quella dualità, quella di essere un disco così cupo ed introverso da implodere ma di essere, anche, un aspetto universale e sempre presente. E' una lotta tra voler passare inosservato e urlare la natura più oscura del mondo. Nowhere è ritrovarsi chiusi in una stanza completamente buia e non desiderare altro che un minimo raggio di luce che ci faccia da guida. Infatti la luce è un elemento molto ricorrente in parte di questo disco. Ma la cosa devastante è la confessione di essere un disco costruito con l'oscurità, come se il desiderio di luce non fosse altro che un urlo per andare oltre alla propria natura. E se difficilmente si può scappare via da qualcosa quello è proprio la nostra natura, il modo nel quale siamo, quello che ci ha "costruito" e quello che custodiamo dentro. 

Nowhere

In questo quinto disco gli Esben and the Witch hanno la capacità di costruire dei brani molto concreti, brani che sanno che direzione prendere senza mai deviarsi minimamente. Sanno quando essere amicanti con l'oscurità, quando ribellarsi alla stessa e quando illudere ad un minimo di speranza. Per quello Nowhere è indubbiamente un disco dark che prende uno spettro ampio musicalmente parlando. Per quello ci sono tanti elementi gothic rock ma anche dei momenti post punk a sonorità dark folk. Perché più che mai le parole devono avere un riflesso nella musica e viceversa. Questo è un disco dove le due cose si alimentano più che mai, dove le parole crescono grazie alla musica e dove la musica non esisterebbe proprio se non ci fossero le parole. Ma quello che chiama l'attenzione, ed è il grande trionfo della band, è questa capacità di costruire a 360 gradi ciascun brano, avendo sempre una traccia comune che unifica tutto quanto ma facendo vedere tanti punti diversi dentro alla musica del trio. E quello che ho appena scritto può sembrare un'ovvietà ma non è affatto così. Ci sono tantissime band che hanno un registro limitato, che sanno come sfruttare due o tre emozioni e portarle in musica, invece il ventaglio emotivo e la fragilità dei cambiamenti che ci sono in questo disco non sono alla portata di tutti. Questa è una lettura che si svela sempre di più ad ogni ascolto dell'intero lavoro.

Nowhere

Sta adesso a ciascun ascoltatore di riuscire ad apprezzare Nowhere e di decidere se è un album che passerà come passa il vento finendo per essere "il nulla" o se invece sarà un tesoro da custodire nell'interno perché le emozioni, contraddizioni, conflitti e ribellioni che ci regalano gli Esben and the Witch sono parte di tutti e soprattutto di noi. Io vi invio a essere propensi per la seconda scelta perché è quella più reale, poetica e gratificante. Perché i "diversi" siamo tanti.

Esben and the Witch

Prendo tre brani che aiutano a capire come questo disco si basi nei conflitti tra luce ed ombra.
Il primo è A Desire for Light e già il titolo ci indirizza nella direzione che ho tratteggiato prima. Ma occhio, perché la luce deve essere intesa come molto di più, ed altro, che semplice luce. La luce è la giuda, e la forza che ci da una ragione per essere vivi, è il motore. Per quello questo brano diventa intenso, una specie di confessione che urla la necessità di abbracciare quella luce, quella vita.
The Unspoiled invece rappresenta la scesa nelle tenebre, lo sprofondare. E' la sensazione che da soli si cade e basta ed è fondamentale che qualcuno ci aiuti. Potrei paragonarla al ritrovarsi dentro ad una palude dove ogni movimento, per minimo che sia, significa sprofondare un po' di più e l'unica uscita possibile, l'unica salvezza, dipende da qualcun altro, qualcuno che riesca a lanciarci una corda e ci trascini via.
Per concludere abbiamo Darkness (I Too Am Here) che è la rassegnazione. Qua non c'è salvezza possibile, non c'è speranza, c'è solo consapevolezza del non poter scappare dalla propria natura. Se siamo costruiti di oscurità potranno illuminarci quanto vorranno ma non cambierà nulla. Dissacrante ed onesto.


Nowhere è il nulla ed è il tutto. E' una guerra tra luce ed ombra così stanca da essere combattuta che si fa da parte. E' la ricerca di una speranza pronta a spezzarsi con la prima brezza del giorno. E' un disco di un'intensità unica, di una dinamicità che è pronta a regalare delle sfumature che non sono alla portata di tutti. E' una bellissima prova degli Esben and the Witch pronti ad illuminare il buio o a oscurare l'eccesso di luce.

Voto 9/10
Esben and the Witch - Nowhere
Season of Mist
Uscita 16.11.2018

Nessun commento:

Posta un commento