lunedì 20 giugno 2016

Musica e politica

Diversi anni fa mi ritrovai ad intervistare un giovane cantautore cileno che piano piano si stava facendo strada nel mondo della musica. Il suo nome è Gepe e continua a fare dischi essendo una voce abbastanza celebrata dentro quello che è la musica latinoamericana del ultimo millennio.
Ad un certo punto dell'intervista un amico che ci stava ascoltando da Parigi mi suggerì di chiedergli se fosse di sinistra o di destra.
Gepe, dopo qualche risatina nervosa, disse che per lui non esistevano i musicisti di destra, o piuttosto, disse, ci sono molti più musicisti di sinistra che di destra e qualitativamente non c'è confronto possibile.
Sicuramente Gepe non aveva tutta la ragione del mondo perché ci sono dei casi abbastanza riconoscibili di musicisti che s'identificano con la destra, più o meno estrema.

Personalmente non m'interessa parlare di questo ne cercare di capire quale corrente politica sia madre di musicisti migliori. Se faccio queste premesse è perché ieri si è svolta una nuova tornata elettorale e nella città in cui vivo, i diversi candidati a sindaco hanno condito i diversi atti politici pubblici coinvolgendo diversi musicisti locale. Tra musicisti si è creato una sorta di caccia alle streghe puntando il dito verso chi si era permesso di partecipare con qualche coalizione piuttosto che un'altra, ed è proprio qua che voglio arrivare.

La politica, storicamente, ha sempre usato la musica. Gli USA, come sempre, sono forse l'esempio più drastico e chiaro, dove la musica prende proprio dei connotati coreografici che racchiudono al meglio quello che è la campagna che c'è dietro. Spesso si è arrivati a prendere il brano senza il consenso dell'autore. Non è un caso. La forza della musica è tale che in pochi minuti molto spesso riesce a racchiudere dei messaggi che se fossero espressi a parole, dopo ore ed ore non arriverebbero come dovrebbero. 

Se scrivo, come primo mio post, queste linee è perché riflettendo mi veniva in mente una cosa essenziale. La politica ha bisogno della musica. Senza musica il concetto che ogni politico vuole far passare sarebbe incompleto, sbiadito. La musica, invece, non ha alcun bisogno della politica. La musica ha una sensibilità che va oltre, e se deve raccontare delle cose, le racconta a prescindere di colori politici ed orientamenti. La musica è e deve essere, oltre.

I politici passano, la musica rimane.

4 commenti:

  1. Che bella cosa (questo blog e il primo POST)

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    1. Grazie mille Renato. Cercherò di fare sempre dei bei POST. ☺

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  2. Risposte
    1. Assolutamente sì! Ormai chi mi ferma più? :D

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