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martedì 23 agosto 2016

L'Oracolo dell'Underground: Le prossime uscite 2

Proprio in questi giorni è stata diffusa la notizia che in Italia nel 2015 sono stati venduti più dischi "vecchi" che nuove uscite. E' un segnale che deve portare a riflettere in modo approfondito e non lasciarsi andare ad una dichiarazione del tipo: "ormai non si fa più musica di qualità". Questo blog, in qualcosa di più di due mesi, mi è già servito per recensire un bel po' di musica attuale di grandissima qualità ma che, purtroppo, molto spesso rimane in un ambito molto underground.
Sarebbe, dunque, il caso che le grandi multinazionali puntassero di più alla qualità e meno ai prodotti di largo consumo che diventano dei propri e veri "usa e getta".
Per fortuna il panorama, per chi ha deciso di navigare all'ombra, è molto ricco e nei mesi successivi ci godremo diversi dischi nuovi. 
Vi ricordo che il 25 luglio vi avevo parlato dei prossimi lavori di: Devin Townsend, Opeth, Korn, Litfiba, Riverside, Pain of Salvation, GlerAkur, Soen e Blindead. Il post in questione potete leggerlo qui.
Vediamo adesso che altre uscite sono dietro l'angolo.



Il 30 Settembre uscirà l'atteso nuovo lavoro dei francesi Alcest. Avrà per nome Kodama ed un primo assaggio è stato dato dal singolo Oiseaux de Proie.






Andiamo al mondo del post metal che si nutrirà di un nuovo disco. Il 7 Ottobre sarà il turno di Mouth of The Architect. Il loro nuovo disco si chiamerà Path of Eight ed è stato anticipato dal brano Drown the Old.





Parlando dei gruppi più famosi i Metallica hanno creato una grande aspettativa grazie a Hardwired, primo estratto del loro prossimo disco d'inediti che uscirà il 18 novembre e che si chiamerà Hardwired.... To Self-Destruct. Questo primo singolo ha un'aggressività che riporta, in parte, alla luce il thrash metal che è stato il loro primo marchio di fabbrica. 



mercoledì 22 giugno 2016

La musica non ha più niente da dire?

Spesso e volentieri si sente dire che non c'è più la musica di una volta, che ormai tutto è stato inventato e che è impossibile avere delle novità che siano all'altezza degli artisti del passato.

Penso che, come capita a quasi tutti i musicisti, i grandi classici siano veramente stati una fonte d'ispirazione grandissima, una scuola fondamentale. Personalmente la grande svolta della mia vita è stata ascoltare tre dischi: The Wall dei Pink Floyd, Led Zeppelin 4 dei Led Zeppelin e il Live at Wembley 86 dei Queen. Grazie a queste tre scoperte ho capito che non sarei mai riuscito a fare a meno del rock, e da allora tutti i soldi che riuscivo a mettere da parte volavano nell'acquisto di dischi.

Da ascoltatore sono passato ad essere uno studente di musica per poi, quasi per caso, invaghirmi della radio e della possibilità di raccontare via etere o streaming quello che la musica mi regala di volta in volta.

Quest'approccio mi ha permesso di scoprire, sempre, nuovi dischi e nuovi artisti. Ancora oggi, provo un'emozione unica quando, per la prima volta, ascolto un disco appena uscito. Forse questo è l'aspetto più difficile da spiegare e definire. Chissà che strano meccanismo s'innesca quando si ascolta qualcosa d'inedito, chissà che zona del nostro cervello reagisce agli impulsi sonori.

E' per quello che ogni volta che sento qualcuno sostenere che nella musica non c'è nulla di nuovo da dire automaticamente penso che chi lo dice in realtà si limita e si chiude alla possibilità di scoprire, di emozionarsi, di lasciarsi andare.

In questi giorni, uno dopo l'altro, una serie di dischi nuovi mi hanno rigenerato e mi hanno fatto capire, ancora una volta, che c'è tanta speranza nella musica, che nulla è andato perso.

Nei prossimi post, se siete curiosi, scopriremo insieme gli ultimi dischi dei Virus, dei Gojira, dei Dark Suns e di tanti altri gruppi ancora.
Ci sarete? 


lunedì 20 giugno 2016

Musica e politica

Diversi anni fa mi ritrovai ad intervistare un giovane cantautore cileno che piano piano si stava facendo strada nel mondo della musica. Il suo nome è Gepe e continua a fare dischi essendo una voce abbastanza celebrata dentro quello che è la musica latinoamericana del ultimo millennio.
Ad un certo punto dell'intervista un amico che ci stava ascoltando da Parigi mi suggerì di chiedergli se fosse di sinistra o di destra.
Gepe, dopo qualche risatina nervosa, disse che per lui non esistevano i musicisti di destra, o piuttosto, disse, ci sono molti più musicisti di sinistra che di destra e qualitativamente non c'è confronto possibile.
Sicuramente Gepe non aveva tutta la ragione del mondo perché ci sono dei casi abbastanza riconoscibili di musicisti che s'identificano con la destra, più o meno estrema.

Personalmente non m'interessa parlare di questo ne cercare di capire quale corrente politica sia madre di musicisti migliori. Se faccio queste premesse è perché ieri si è svolta una nuova tornata elettorale e nella città in cui vivo, i diversi candidati a sindaco hanno condito i diversi atti politici pubblici coinvolgendo diversi musicisti locale. Tra musicisti si è creato una sorta di caccia alle streghe puntando il dito verso chi si era permesso di partecipare con qualche coalizione piuttosto che un'altra, ed è proprio qua che voglio arrivare.

La politica, storicamente, ha sempre usato la musica. Gli USA, come sempre, sono forse l'esempio più drastico e chiaro, dove la musica prende proprio dei connotati coreografici che racchiudono al meglio quello che è la campagna che c'è dietro. Spesso si è arrivati a prendere il brano senza il consenso dell'autore. Non è un caso. La forza della musica è tale che in pochi minuti molto spesso riesce a racchiudere dei messaggi che se fossero espressi a parole, dopo ore ed ore non arriverebbero come dovrebbero. 

Se scrivo, come primo mio post, queste linee è perché riflettendo mi veniva in mente una cosa essenziale. La politica ha bisogno della musica. Senza musica il concetto che ogni politico vuole far passare sarebbe incompleto, sbiadito. La musica, invece, non ha alcun bisogno della politica. La musica ha una sensibilità che va oltre, e se deve raccontare delle cose, le racconta a prescindere di colori politici ed orientamenti. La musica è e deve essere, oltre.

I politici passano, la musica rimane.