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sabato 19 agosto 2017

Fornhem - Ett Fjärran Kall: una nuova vecchia identità

(Recensione di Ett Fjärran Kall degli Fornhem)


In un'epoca dove la globalizzazione ha raggiunto livelli altissimi viene da chiedersi più che mai quale sia il peso delle tradizioni. Purtroppo si cade spesso nell'errore che la difesa di tutti gli aspetti culturali, propri di una nazione, devono essere difesi con ardore e con odio verso tutto quello che viene da fuori. Dal mio punto di vista non c'è nulla di più sbagliato, perché storicamente sono le contaminazioni culturali quelle che hanno permesso di avere una serie di tratti identificativi associati ad ogni nazione o persona. Tra l'altro il mondo è sempre stato un contenitore di evoluzioni, fondamentali a migliorare certi aspetti ed eliminarne altri. Per quello ben venga la tradizione, ma difesa nel modo giusto e raccontata, anche, con modi moderni.

Ett Fjärran Kall

Infatti, in questa linea, il black metal è sempre stato un modo validissimo di raccontare aspetti culturali e tradizionali, soprattutto dei paesi scandinavi. Ed anche se qualche volta questo modo di esaltare questi aspetti ha preso delle sfumature xenofobe c'è da dire che utilizzare un linguaggio moderno come quello del metal è una chiara dimostrazione di come la tradizione deve evolversi e portare aria fresca al modo di essere raccontata e trasmessa.
Ett Fjärran Kall è il primo lavoro degli svedesi Fornhem e dimostra che il black metal ha degli aspetti che lo fanno diventare, sempre, uno dei generi più funzionali ed interessanti all'ora di raccontare il patrimonio culturale e letterario della cultura scandinava. Per quello, oltre al lavoro che fanno magistralmente in questo genere musicale, volutamente lasciano un grande spazio d'influenza del folk metal, come se l'unione di questi due generi fosse qualcosa di così naturale che non c'è alcuna forzatura nell'adoperare una formula del genere. Questa anche perché l'equilibrio tra entrambi i generi non è paritario: le fondamenta sono quelle del black metal e le pennellate sono del folk metal. Ma questa dinamica non è casuale e, credo, è fondamentale soffermarsi un po' su di essa.

Ett Fjärran Kall

Anzi tutto bisogna dire che Ett Fjärran Kall è un album molto esteso ma che è composto di ben solo quattro tracce. Quattro canzoni che hanno una durata che varia dai 7 minuti e 46 fino ai 15 minuti e 06. Vale a dire dei brani molto contundenti sia in durata che in intenzione. Detto ciò bisogna addentrarsi nel come vengono costruiti questi brani. A questo punto bisogna far ricorso alla voce dei Fornhem che raccontano che la loro intenzione è di essere il più minimalisti possibile per regalare all'ascoltatore la possibilità di apprezzare al meglio la bellezza del black metal. Traducendo tutto ciò quello che viene fuori è che la durata importante di questi brani non dipende da costanti cambiamenti, che prendere così una piega più progressiva, ma dalla reiterazione quasi ossessiva di certi riff. Infatti se andassimo a scremare al massimo ciascuna delle quattro canzoni di questo disco potremmo vedere che quello che ne viene fuori non è tanto complesso dal punto di vista compositivo ma che acquista tutta la sua luce dalla volontà d'inculcare, nell'ascoltare, uno stato d'animo particolare, una specie di viaggio in un'altra dimensione, quella che viene fuori dalle tematiche e dalle parole della band. Ripeto che questo sforzo di essere reiterativi è assolutamente consapevole e, sempre in parole della band, viene fatto con naturalità, con la voglia di scrivere dei brani che siano coerenti e che funzionino al meglio. 
Un altro aspetto che bisogna approfondire è quello della presenza del folk metal. Come ho detto prima la sua importanza in questo disco non è a pari livello da quella del black metal. Ma questo non vuole dire che non sia preziosa la sua presenza. Posso dire che quando ci ritroviamo con il folk metal è quando i brani respirano. Quando l'intensità sonora portata avanti dalla band ci da un po' di tregua permettendo degli spazi di contemplazione. E' un trucco che funziona molto bene, anche se sarebbe una buona idea che il gruppo insistesse su questa linea. Il confronto che si genera tra le due parti è molto effettivo e invoglia ulteriormente ad addentrarci nelle creazioni narrative e musicali della band.

Ett Fjärran Kall

Ett Fjärran Kall è un lavoro che ricorda perfettamente il perché il black metal è diventato uno dei generi più popolari del metal. E' la contraddizione tra il "rumore" di queste chitarre martellanti e la ritmica decisa e lineare della batteria e la bellezza delle piccole sfumature che vengono aggiunte o di quello che bisogna filtrare. Sono le melodie nascoste, sono le sovrapposizioni di diverse linee che regalano un disco interessante, da ascoltare con cura e concentrazione. I Fornhem avevano le idee chiare e sono riusciti a portarle a termine.

Fornhem

Visto che i brani che costruiscono questo disco sono quattro io sottopongo alla vostra lettura quello che mi è sembrato il più interessante.
Si tratta di Úrdjupets Svärta e se l'ho scelto è perché si tratta di una traccia dove gli elementi migliori, dal mio punto di vista, vengono esaltati maggiormente. L'introduzione acustica, chiaramente folk, che presenta il fraseggio essenziale del brano, diventa ancora più importante quanto entra in gioco la chitarra elettrica. Questo passaggio è bellissimo ed intenso. Ma tutto il resto che troviamo dentro fa crescere ancora di più quello che ascoltiamo. Per quello i piccoli interventi di strumenti folk, i cori che sembrano sommersi e la sovrapposizione di melodie sono i tesori che bisogna andar a scovare ascolto dopo ascolto. Vi assicuro che farlo è un'avventura bellissima.


Tirando le somme bisogna dire che Ett Fjärran Kall soffre, e cresce, dalla presenza ingombrante delle caratteristiche del black metal. Sembra un discorso contraddittorio ma lo è volutamente. Ci soffre perché questa modalità è così importante da coprire tutto e da non acconsentire delle variazioni importanti. Ma, allo stesso tempo, cresce perché sono formule che funzionano molto bene e che aiutano i Fornhem a giungere al punto da loro desiderato. Forse sarebbe bello immaginare di lasciare molto più spazio a tutta la parte di contaminazioni, in questo caso folk, perché, in questo modo, il loro discorso diventerebbe ancora più autorevole. In tutti i casi questo è un buon lavoro.

Voto 7,5/10
Fornhem - Ett Fjärran Kall
Trollmusic
Uscita 25.08.2017


lunedì 14 agosto 2017

Vinsta - Wiads: fresco suono alpino

(Recensione di Wiads dei Vinsta)


La natura è così importante, e in realtà dovrebbe gestire tutta la nostra vita, da segnare la direzione musicale di certi generi. Infatti diventa quasi automatica la associazione di certe sonorità con certi dintorni. E tutto questo mette in risalto un aspetto molto importante, cioè quello che l'appartenenza geografica di ciascuno molto spesso non coincide con i gusti musicali, come se in tanti fossero, o fossimo, nati nella parte sbagliata. Per fortuna c'è la musica che riempie queste inesattezze e ci fa sentire "a casa".

Per i Vista non sussiste la problematica della quale vi ho narrato prima. Nati nelle Alpi austriaci è proprio quello che vedono e respirano che viene messo in musica. Il primo esempio di tutto ciò ha il titolo di Wiads ed è un disco contundente. Parto dicendo che sono i due mondi fondamentali che vengono messi insieme in questo lavoro. Il primo è quello già segnalato, cioè l'appartenenza geografica e la fortissima presenza delle montagne dentro alla loro musica, non soltanto come tematica ma anche a livello di dialetto, perché le loro canzoni sono cantate con la loro forma dialettale propria. Il secondo aspetto è quello del genere che sviluppato molto magistralmente. Il loro è un progressive death metal che richiama tantissimo i primi lavori, e per molti i migliori, degli Opeth. Vale a dire canzoni molto lunghe di sviluppo orizzontale dove c'è spazio al virtuosismo misurato. La differenza con la band svedese sta nel fatto che i Vista accentuano l'aspetto più folkloristico della la loro terra e fanno convivere quest'aspetto con il metal. Forse questo è l'aspetto essenziale che da un'impronta molto personale alla band, evitando che si possa parlare di vicinanze troppo importanti con altri gruppi.

Wiads

Musicalmente, dunque, questo Wiads ha molti aspetti che lo mettono a pari livello con tanti gruppi che hanno sviluppato magistralmente il progressive death metal. C'è la giusta dose di progressività, senza diventare mai una dimostrazione tecnica, c'è la giusta dose di mistero ed oscurità, infatti le proprie creazioni hanno qualcosa di buio, di spiritico, di narrativo, e c'è una forte componente locale. Per quanto riguarda quest'ultima caratteristica è molto bello che l'interventi maggiori abbiano a che fare con la lingua, o dialetto, e con certi interventi strumentali che vanno ad ingrandire il quadro generale, senza distoglierlo della sua direzione principale. Infatti anche se siamo di fronte a questi interventi in nessun momento si può parlare di vero e proprio folk metal, perché la matrice della presenza di aspetti locali non risponde assolutamente a quella che usano i gruppi di quel genere musicale. I Vista utilizzano questi elementi per dare la personalità necessaria a far capire qual è il loro messaggio e come lo portano avanti. 

E' proprio qua che bisogna soffermarsi e approfondire. Quello che fa di Wiads un disco pregevolissimo, anche considerando che si tratta del primo lavoro della band, è proprio la personalità che c'è dentro. Potremmo dire che i Vista sono gli Opeth austriaci ed il confronto non è per niente esagerato. Naturalmente bisognerà vedere se nel tempo la band sarà in grado di mantenere quest'etichetta ma come primo passo c'è da dire che questo è un lavoro rotondo, suonato magistralmente e pieno di aspetti nuovi. Un'onestissima prova.

Vinsta

Voglio guardare da più vicino due dei brani che compongono questo lavoro.
Il primo è Gedonknschwa. Forse in questa canzone si può "leggere" senza alcuna difficoltà l'appartenenza al progressive death metal. E' un brano lunghissimo, costruito su riff che funzionano perfettamente, su cambi di ritmo trascinanti e su fraseggi di chitarra perfetti, sui quali il basso non trova problemi ad essere veramente presente. I cambi di tempo e le diverse parti che si susseguono fanno di questo brano un bellissimo esempio di come giocare con la dinamica. 
Il secondo è Bluatlauf. Se il primo brano lavorava con degli aspetti più globali in questa canzone si sente molto di più l'impronta locale. Sia l'armonizzazione della voce, sia la presenza del violino sono tutte caratteristiche che fanno capire, senza parole, quello che il gruppo ci sta raccontando, quello che sta costruendo, quella che è la finestra spalancata verso le cime innevate e come quella presenza maestosa ha un peso su tutta la vita.



Musica che sa di neve, che sa di notte, che sa di vento. Musica che si distoglie quanto più possibile dai rumori degli uomini. Musica che può servire come ponte per unire tanti posti con le stesse caratteristiche. Musica che nella sua dimensione globale, facilmente comprensibile da un vasto pubblico, ci introduce elementi locali. Non per un fatto di promozione turistica, ma semplicemente per l'onestà di stare creando qualcosa in un determinato tempo e spazio. L'onesta c'è e si sente. Per quello Wiads è un perfetto debutto, complimenti ai Vinsta. Sarà bello seguire i loro passi.

Voto 8,5/10
Vinsta - Wiads
Trollmusic
Uscita: 25.08.2017