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domenica 31 luglio 2016

Il regalo dei Sepultura

Il cielo era di un blu intesso ed omogeneo. Il sole batteva fortemente senza che ci fosse la speranza del passaggio di qualche nuvola a dare un po' di tregua. 
Il ragazzo si sentiva ancora un po' stanco. Il giorno prima si era alzato, insieme a suo padre, alle 4 del mattino ed erano saliti fino a 4320 metri sul livello del mare per godersi lo spettacolo dei Geyser del Tatio, che puntualmente, all'alba, raggiungevano la maggiore attività.
Avevano d'avanti una bella manciata di chilometri che gli avrebbe portato dal cuore dell'altipiano degli Andes all'oceano Pacifico.
Prima di partire avevano preso certi accordi e uno di questi era riferito alla musica. A turni ognuno avrebbe messo una cassetta nello stereo senza dover, per forza, consultarsi con l'altro. Appena avesse finito una cassetta l'altro avrebbe avuto modo di scegliere la propria musica da ascoltare. Anche se le selezioni erano molto diverse entrambi tolleravano di buon modo le scelte dell'altro.



Si sa, i viaggi non si basano soltanto sulle mete da raggiungere ma tutto quello che c'è in mezzo, e soprattutto la strada, costituiscono aspetti essenziali che donano un ricordo indelebile. Questa sensazione veniva moltiplicata ancora di più in mezzo al deserto di Atacama, quello più arido al mondo. L'immensità di pietra e terra di un prevalente colore marrone urtava violentemente col blu del cielo. Le strade si districavano come serpenti infiniti in cerca di qualche preda. Ad accompagnare quel paesaggio ipnotico ci pensava la musica, che aveva la capacità di regalare sensazioni uniche che si abbinavano, in modo naturale, con quello che vedevano gli occhi.
A quell'epoca fare autostop era normale, era un modo di locomozione valido come tanti altri e padre e figlio spesso e volentieri caricano in macchina chi cercava dei passaggi. Anche quello faceva parte del viaggio. C'erano passeggeri chiacchieroni che non si limitavano proprio se si trattava di raccontare tutta la propria vita. Ce n'erano altri, invece, che facevano grande economia di parole dando soltanto le informazioni principali per poi cadere in un mutismo impiegabile. Per tutti, però, c'era un'imposizione. Dovevano subirsi le scelte musicali.
Il ragazzo aveva scelto una selezione che si muoveva solo in mezzo alle acque del metal. Pantera, Iron Maiden, Sepultura, Dream Theater, Metallica e Megadeth. Questo era il menu che trovavano i passeggeri spontanei.
Dopo qualche minuto di viaggio, avendo abbandonato la città di San Pedro de Atacama, la macchina costeggiò un'altra città chiamata Calama, una città brutta nata non per le particolari caratteristiche geografiche ma bensì per la ricchezza  che significava avere una delle miniere di rame più importanti al mondo, quella di Chuquicamata. Appena usciti dalla città in veloce successione tre persone ai bordi della strada alzavano il pollice chiedendo un passaggio. Da più di qualche minuto suonava The Roots of Sepultura, una raccolta speciale di b-sides, cover e registrazioni dal vivo. 
Dopo che i primi due posti liberi avessero avuto un occupante occasionale il padre si fermò una terza volta. Già in lontananza la divisa verde militare, troppo pesante per il caldo che faceva, faceva intuire che la persona col pollice alzato era un carabiniere. Dopo essersi accostato il padre chiese al uomo in divisi dove andasse, e visto che era la stessa strada da percorrere lo fece salire in macchina.
Sebbene erano passati già diversi anni da quando il dettatore Pinochet si era visto in obbligo di convocare elezioni democratiche, lo stesso il corpo dei carabinieri era ancora visto molto male. Insieme all'esercito avevano partecipato a fermare, torturare, uccidere ed esiliare tutti quei cileni con un attivismo politico opposto a quello del tirano. Non solo, ma negli anni successivi i carabinieri erano associati ai camion con gli idranti, popolarmente chiamati guanacos, al lancio di gas lacrimogeni, da dei pick-up che venivano chiamati zorros, e dalle cariche contro tutti i manifestanti che chiedessero il ritorno della democrazia.
Il compagno di stanza del padre del ragazzo figurava nell'elenco dei desaparecidos e in quella macchina, in quel momento, ad una fila di sedili sedeva un rappresentante di quel corpo istituzionale che aveva perso la lucidità.
Il ragazzo era turbato. Pensava a quel concerto, il primo in Santiago del Cile dopo un sacco di anni, del famoso gruppo di rock andino chiamato Los Jaivas. Pensava a come, quella sera, mentre stava in fila coi genitori e suo fratello minore i carabinieri, senza motivo, avevano iniziato a spruzzare acqua su tutti. Pensava a come, sotto richiesta della madre, se ne erano andati via prima che finisse il concerto perché da fuori dello stadio iniziava ad arrivare la puzza irritante del gas lacrimogeno.



Per distogliere la mente da questi pensieri si concentrò sulla musica, alzò leggermente il volume, e dopo qualche minuto iniziò a suonare la tredicesima traccia del secondo disco: Anti - Cop. Max Cavalera cantava con rabia: "Police sucks/Fucking fags/(...)/I hate cops/Shits for brains/Stick your gun/Up your fucking ass!!!". Il ragazzo sorrise e con cautela guardò dallo specchietto. Il carabiniere sembrava di ghiaccio ma non aveva proprio capito quelle parole che sicuramente l'avrebbero imbarazzato.
Così, in mezzo a quel deserto, il sole, la terra, la strada, la divisa e i Sepultura misero in piedi un copione geniale mentre la macchina percorreva chilometri e chilometri. Il carabiniere scese quando la macchina raggiunse la sua destinazione. Ringraziò con enfasi e se ne andò, senza sapere che le parole che aveva sentito prima erano forti e dirette. Non capiva l'inglese. Forse tanti dei suoi colleghi non avevano capito le idee di quei uomini che venivano picchiati fino alla morte e avrebbero dovuto fare come quel carabiniere che di fronte al ignoranza aveva continuato con la sua vita rispettando quella degli altri. 

lunedì 25 luglio 2016

L'oracolo dell'underground: le prossime uscite.

Questo 2016 è stato un anno abbastanza contraddittorio. Ci ha portato via grandi artisti che hanno lasciato un vuoto difficile da colmare, ma ci ha regalato dei dischi molto interessanti, che, purtroppo, devono muoversi nell'ombra perché non trovano spazio nel mainstream. I futuri cinque mesi si prospettano molto ricchi perché diversi gruppi hanno confermato le date di uscita dei loro prossimi lavori ed altri sono in fase di registrazione e produzione.
Facciamo il punto della situazione.

Iniziamo, però, con l'ennesimo caso di rumor che non trova conferma. Pochi giorni fa si era sparsa fortemente la voce che delineava LP che dovrebbe mettere fine ai 10 anni d'attesa per sentire qualcosa di nuovo da parte dei Tool. Queste voci parlavano di un lavoro mastodontico di più di due ore con brani che superavano i dodici minuti. Anche se non c'è stata una smentita ufficiale del gruppo un tweet di Maynard James Keenan, che rispondeva ad un fan che aveva diffuso la notizia del nuovo disco chiamandolo "idiota", ha spento tutto l'entusiasmo. Parlando dei Tool, però, tutto diventa imprevedibile e, dunque, ci potrebbe essere la sorpresa di questo attesissimo nuovo disco. Nel frattempo vi proponiamo di leggere la nostra review di Ænima cliccando qui. Passiamo al tangibile.



Il 2 Settembre vedrà la luce il nuovo lavoro di Devin Townsend Project che s'intitolerà Transcendence. Lo stesso Townsend ha parlato di questo disco come di un'estensione di quello che è il suo mondo. Si sa, anche, che ci sarà Steve Vai come ospite.



Sarà, invece il 30 di questo stesso mese il turno degli Opeth con il loro Sorceress, dodicesimo album di studio della band svedese. Possiamo azzardare dicendo che si tratterà di un disco più pesante del precedente, Pale Communion, conservando tutti i tratti caratteristici della band, che vi abbiamo descritto nella nostra recensione di Deliverance da leggere qui.



Parlando del dodicesimo disco di studio è da registrare il ritorno dei Korn che il prossimo 21 Ottobre pubblicheranno The Serenity of Suffering, anticipato dal primo singolo, Rotting in Vain, uscito il 22 Luglio e che vede come guess star Tommy Flanagan del famoso telefilm Sons of Anarchy. Tra l'altro questo nuovo lavoro conterà con la presenza di Corey Taylor degli Slipknot.

Sempre per il 21 Ottobre è prevista l'uscita di una compilation di tutti i brani strumentali più diversi bonus track e materiale inedito dei Riverside. Sarà un disco doppio che s'intitolerà Eye of the Soundscape (EOTS) e che raccoglierà diverse chicche registrate con il chitarrista  Piotr Grudziński, scomparso prematuramente ad inizio anno.

In campo italiano, invece, c'è da indicare l'uscita del nuovo lavoro dei Litfiba, previsto per l'11 Novembre. Non si conosce ancora il titolo o l'artwork, ma stando a quello che hanno detto Piero Pelù e Ghigo Renzulli  sarà un lavoro molto energico. In sede di registrazione c'è stato spazio per il Conte Aiazzi, tastierista dei primi dischi della band fiorentina. 

Per finire una carrellata di altre uscite che ancora non hanno data confermata. In questi mesi dovrebbero esserci delle novità discografiche per i Soen, attualmente in studio di registrazione, per i blindead che stanno remixando il nuovo lavoro, per i Pain of Salvation, che hanno pubblicato il loro remix di Remedy Lane poche settimane fa e che abbiamo recensito. Potete leggere cliccando qua. Questo nuovo disco dovrebbe uscire verso fine anno e si chiamerà In the Passing Light of Day. Ultima segnalazione molto gradita. Dopo il debutto discografico con l'EP Can't you Wait, che vi abbiamo descritto qua, l'islandese GlerAkur tornerà a deliziarci col suo primo LP, la cui uscita è prevista per l'autunno. 

Insomma, prepariamo le orecchie perché stimoli non mancheranno. 

mercoledì 22 giugno 2016

La musica non ha più niente da dire?

Spesso e volentieri si sente dire che non c'è più la musica di una volta, che ormai tutto è stato inventato e che è impossibile avere delle novità che siano all'altezza degli artisti del passato.

Penso che, come capita a quasi tutti i musicisti, i grandi classici siano veramente stati una fonte d'ispirazione grandissima, una scuola fondamentale. Personalmente la grande svolta della mia vita è stata ascoltare tre dischi: The Wall dei Pink Floyd, Led Zeppelin 4 dei Led Zeppelin e il Live at Wembley 86 dei Queen. Grazie a queste tre scoperte ho capito che non sarei mai riuscito a fare a meno del rock, e da allora tutti i soldi che riuscivo a mettere da parte volavano nell'acquisto di dischi.

Da ascoltatore sono passato ad essere uno studente di musica per poi, quasi per caso, invaghirmi della radio e della possibilità di raccontare via etere o streaming quello che la musica mi regala di volta in volta.

Quest'approccio mi ha permesso di scoprire, sempre, nuovi dischi e nuovi artisti. Ancora oggi, provo un'emozione unica quando, per la prima volta, ascolto un disco appena uscito. Forse questo è l'aspetto più difficile da spiegare e definire. Chissà che strano meccanismo s'innesca quando si ascolta qualcosa d'inedito, chissà che zona del nostro cervello reagisce agli impulsi sonori.

E' per quello che ogni volta che sento qualcuno sostenere che nella musica non c'è nulla di nuovo da dire automaticamente penso che chi lo dice in realtà si limita e si chiude alla possibilità di scoprire, di emozionarsi, di lasciarsi andare.

In questi giorni, uno dopo l'altro, una serie di dischi nuovi mi hanno rigenerato e mi hanno fatto capire, ancora una volta, che c'è tanta speranza nella musica, che nulla è andato perso.

Nei prossimi post, se siete curiosi, scopriremo insieme gli ultimi dischi dei Virus, dei Gojira, dei Dark Suns e di tanti altri gruppi ancora.
Ci sarete?