sabato 17 novembre 2018

Azusa - Heavy Yoke: CCC (crudo, complesso, contrasto)

(Recensione di Heavy Yoke degli Azusa)


Nella fotografia ci sono due aspetti fondamentali che fanno la differenza tra uno scatto banale e un capolavoro. Il primo è la capacità del fotografo di settare correttamente la propria macchina oltre ad avere la composizione corretta e chiave; il secondo è la capacità di fare una post produzione che accentui i potenziali della foto senza mai renderla artificiale, tranne se non si tratta di una scelta artistica. C'è un aspetto che è comune alle due tappe, ed è quello del contrasto. Le foto devono essere dinamiche, complete, plastiche. Non c'è nulla di peggio di una foto piatta, nella quale non si riesce ad apprezzare fino in fondo le differenze ed i giochi di luce ed ombre.

Heavy Yoke è la prima fotografia targata Azusa, band che merita la definizione di super gruppo, visto che mette insieme dei membri degli Extol, dei The Dillinger Escape Plan e dei Sea + Air. Parlo di fotografia e non di album perché credo che il paragone visivo sia perfettamente applicabile. Soprattutto perché la musica che forma questo debutto è una costruzione complessa e ben studiata che va a concentrarsi in pochi minuti, così come un fotografo sa che c'è un fondamentale equilibrio tra la quantità di dettagli che può avere un singolo scatto che consenta di scorgerli tutti quanti senza che si scontrino tra di loro. E la chiave per riuscire a compiere questo risultato si basa in un concetto unico: il contrasto. Contrasto che viene dato dalle interessanti scelte armoniche e dal lavoro vocale, tanto angelico quanto dissacrante.

Heavy Yoke

Mi è difficile definire il, o i, genere di appartenenza di Heavy Yoke. Lo è perché più di una chiara "cittadinanza" musicale lo sforzo degli Azusa sembra essere più concentrato sulla sensazione che vogliono suscitare, cioè un insieme di acidità e di crudezza. Aspetti che mi ricordano una recensione fatta più di un anno fa che aveva come punto d'interesse una promettente band inglese chiamata Row of Ashes. In quel caso avevo parlato di sludge metal misto ad un post metal di radice oscura. In questo caso non mi sento di attribuire quelle stesse caratteristiche ma lo definirei, se me lo acconsentite come un lavoro di raw alternative metal. Perché raw? Per via dell'onnipresente contrasto. Sembra un controsenso, come può esistere qualcosa di crudo ed essere allo stesso tempo contrastato? Ebbene, quella crudezza viene data dalla voglia di essere diretti, di non prendere mai alcuna direzione che non sia quella della musica che si vuole scrivere. E il contrasto? Viene dato dal passaggio della creazione di gradevoli melodie vocali che prima ancora di svilupparsi completamente vengono spazzate via dalla voce graffiante della cantante Eleni Zafiriadou, abilissima a recitare questa specie di Dr. Jekyyll e Mr. Hyde canoro.

Sicurezza melodica e complesse armonia, voce armoniosa che nell'arco di pochi secondi diventa graffiata e graffiante. Concetti vari e complessi che si sviluppano in un massimo di quattro minuti. Ecco la forza ed unicità di Heavy Yoke, album che si presenta come una serie di fotografie sonore da studiare a fondo, perché soltanto imparando ad osservare correttamente si potranno capire tutti i dettagli inclusi dagli Azusa in questo loro primo disco.

Azusa

Prendo due brani per esemplificare tutto quello che ho cercato di spiegarvi precedentemente.
Il primo è Heart of Stone. Una piccola grande montagna russa, piccola perché di dimensioni limitate, grande perché non da alcuna tregua al coraggioso che decide di percorrerla. Non bisogna mai pensare che quello che si sta ascoltando in un secondo sia la stessa cosa che si ascoltare dopo.
Il secondo è l'omonimo Heavy Yoke, perfetto biglietto di visita dell'intero lavoro dove non ci sono solo quei contrasti ma anche una complessa costruzione melodica con fraseggi canori veramente complessi ed interessanti.



Tirando le somme di questo Heavy Yoke bisogna dire che non è un lavoro semplice che potrà piacere a tutti quanti. Lo è perché la scelta intrapresa dagli Azusa può sembrare delirante e complessa, ma come generalmente accade è proprio lì che si radicano i progetti più interessanti da ascoltare e guardare con la lente d'ingrandimento. Sarà interessante vedere la direzione che intraprenderà questa super band ma indubbiamente ci regalerà dischi da ascoltare e riascoltare con cura.

Voto 8/10
Azusa - Heavy Yoke
Indie Recordings
Uscita 16.11.2018

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