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venerdì 3 marzo 2017

Viper Arms - Black Aura: quando il fiume è femmina

(Recensione di Black Aura dei Viper Arms)


Potremmo stare ore ed ore a parlare sulla femminilità. Su quello che significa essere donna, sulle differenze tra generi. Oggi voglio puntare il dito su quello che è l'aspetto musicale e quello che è diverso tra femmine e maschi. Sicuramente la grande differenza ha a che fare con la sensibilità che viene fuori. Le donne hanno, generalmente, un tocco più delicato, nostalgico ed introspettivo. Per quello con nascono dei gruppi che contrappongono le due anime il risultato è sempre abbastanza interessante

Black Aura

Il disco che vado a descrivervi quest'oggi viene dalla Finlandia, di preciso dalla città di Turku, città attraversata dal fiume Aura, elemento molto presente in questo disco di debutto dei Viper Arms.
Il fiume come metafora della loro propria musica, il fiume come elemento principale della sensazione che c'è dietro questo Black Aura. Eh sì, perché per questa band è in quel mondo "nero" che si ritrovano gli stimoli musicali che sono stati tradotti nelle undici tracce che formano questo loro primo lavoro. E la particolarità è che, come dichiara apertamente la band, questi brani sono stati in parte composti da molti anni (la band vede i suoi origini nell'ormai lontano), ed in parte composti pochi mesi prima della registrazione e posteriore pubblicazione di questo disco, ma anche se è così c'è una grande coerenza tra i brani che non lasciano intravedere quel salto temporale abbastanza importante.

Black Aura

Ma vi parlo di quello che potrete trovare all'interno di questo Black Aura. Come genere musicale questo quartetto, che ha cambiato più di qualche volta la sua line-up, si muove dentro al mondo del hard rock con evidenti strizzatine d'occhio a quello degli anni 90. Infatti certe cose richiamano alla mente lavori come quello delle Hole, cioè una marcata personalità femminile che incontra l'energia e la spregiudicatezza del rock. Infatti è abbastanza chiaro che le tre componenti femminili del gruppo sono un po' il caposaldo del lavoro che c'è dietro ai Viper Arms, ricevendo poi l'ausilio di un altro componente maschile, impegnato come batterista. Sicuramente la grande differenza con la band di Courtney Love sta in due aspetti principali, il primo è che la musica dei finlandesi è molto meno aggressiva, il secondo è che l'hard rock, con la sua eredità dal blues è molto più presente in questo nuovo lavoro. Infatti i fraseggi della prima chitarra sono di scuola  blueseggiante. 
Brani compatti, con forte presenza vocale e spazio per fraseggi di chitarra sopra ad una base ritmica che sta a fare il proprio lavoro senza sprecarsi ne sfigurare. Questa potrebbe essere la sintetizzi perfetta per parlare di questo disco.

Black Aura


Black Aura è stato uno sforzo importante per i Viper Arms perché è il primo loro disco dopo parecchi anni di carriera. E come generalmente succede con un lavoro di debutto si crea un effetto di "svuotamento" del sacco. Bisogna buttare quello che sono le idee cumulate in anni ed anni, registrare canzoni provate e riprovate aggiungendo qualcos'altro che permetta di chiudere il cerchio. Tutto questo si sente. Questo disco è un lavoro che sa di liberazione e di esorcizzazione, ma l'interessante sarà l'avvenire. Lo sarà perché tolto questo peso la band riuscirà ad approfondire certi aspetti che qua vengono solo accennati, dando l'impressione che questo sia un disco un po' "superficiale", a tratti piacevole, a tratti un po' eccessivamente reiterativo.

Viper Arms


Due brani che vi possono dare un'idea chiara di quello che c'è in questo lavoro sono i seguenti:
Time Bomb, canzone d'apertura che si presenta molto bene. C'è energia, c'è il tocco femminile, c'è uno spaziare tra il rock e il pop intesso come chiare melodie che rimangono ben impresse. 
Everything Nothingness, brano che permette di ritrovare quella parte più "black" che in questo caso si traduce in una massiccia dose di nostalgia. E' una ballata triste dove la prima chitarra trova pane per i denti improvvisando tutta una serie di fraseggi.


Come considerazione finale c'è da dire che i Viper Arms hanno tutto per regalare degli elementi interessanti che mettano in equilibrio la tristezza, la concretezza del rock ed un tocco femminile. In questo Black Aura questi elementi sono stati accennati ma l'impressione è che potevano, e dovevano essere più esagerati. Manca un po' di personalità per riuscir a ricevere una bella dose di originalità che porti l'ascoltatore ad affezionarsi con questo disco. Do il beneficio al dubbio e penso che un successivo lavoro darà molte più soddisfazioni a questo quartetto finlandese.

Voto 7/10
Viper Arms - Black Aura
Concorde Music Company/V.R. label
Uscita 03.03.2017

lunedì 20 febbraio 2017

Achiote - Loneliness of Ended Days: la prospettiva di un finale

(Recensione di Loneliness of Ended Days di Achiote)


La malinconia. Un motore potentissimo in ambito artistico. Se non fosse per lei parecchi capolavori non sarebbero mai esistiti e molte correnti stilistiche non sarebbero arrivate ai nostri giorni. La malinconia sembra avere un coloro molto definito, è blu.

Il titolo del disco del quale vi parlo quest'oggi mette già in evidenza la presenza della malinconia come protagonista principale di questo lavoro. L'album si chiama Loneliness of Ended Days ed è il secondo LP dei finlandesi Achiote. Come s'intuisce dal nome del disco la tematica principale che si aggira nelle tracce che cerco di raccontarvi è quella del divorzio, di una separazione, di un qualcosa che sta finendo irrimediabilmente. E' proprio quel momento, non quello di prima e neanche quello di dopo. E' quella sensazione di perdere tutto, di non vedere alcuna possibilità all'orizzonte. Ci sarebbe da tagliarsi le vene di fronte ad una concretezza tale, e molti gruppi avrebbero buttato su quell'aspetto di terrificante depressione. Invece nel caso degli Achiote il discorso prende una serie interessantissima di sfumature. Riflesso naturale della loro musica. E' per quello che questa tematica viene trattata con tristezza, con malinconia, ma anche con rabbia e con distacco. Tutta una serie di prospettive per farci capire che le cose possono essere affrontate da diversi punti di vista.

Loneliness of Ended Days


Musicalmente succede lo stesso che riguarda la parte lirica. La linea prescelta dalla band unisce una serie di elementi che ricordano grandi gruppi come i Katatonia, i Riverside o gli Anathema, strizzando addirittura l'occhio al rock progressivo scuola Opeth. Dunque la malinconia come linea guida di un metal che passeggia tra la nostalgia e quel tocco progressivo che mette insieme tutte le band appena nominate. Fondamentale in quella linea è il lavoro della tastiera, capace di creare delle linee molto melodiche e malinconiche ma anche dare un tocco anni 70 grazie ai suoni stile mellotron. E' a quest'anima che il gruppo si accolla e costruisce questo Loneliness of Ended Days. Il restante lavoro viene compiuto egregiamente dalla band che riesce a costruire delle canzoni variopinte ben suonate. L'unica pecca è il lavoro vocale, non sempre impeccabile e preciso. In questo senso bisogna segnalare che gli Achiote hanno dovuto sopperire all'impossibilità di continuare col lavoro vocale della loro bassista-cantate per via di un virus che ha compromesso la sua voce. La voce viene dunque affidata ad uno dei due chitarristi, Janne Salminiemi, proprietario di un interessante tono vocale, e che in certi momenti riesce a costruire delle belle linee, ma che in altri non è preciso al cento per cento. Un peccato perché è l'unica nota dolente di questo interessante lavoro.

Loneliness of Ended Days


E' molto interessante pensare a come si vive un processo di separazione. Lo è perché, anche se ognuno lo affronta in modo diverso, sembra sempre pesantissimo ed opprimente. Invece se l'osserviamo alla distanza ci rendiamo conto che forse non era così terribile, che c'erano altri elementi che giustificavano quello che è successo. Loneliness of Ended Days è il racconto di quelli momenti, strazianti in modo esagerato. Gli Achiote sono molto abili a basare questo lavoro su qualcosa di così particolare. 

Achiote


Come consiglio buttati un orecchio alle seguenti canzoni:
Blinding Lights. Brano che ricorda molto quello che fanno i Riverside. Un bel insieme di nostalgia e sonorità hard rock anni 70.
Desert Sun. Brano molto potente che regala delle sfumature progressive molto carine.
It's a Trap. Sicuramente la canzone più effettiva dell'intero disco. Bellissima la linea di tastiera che si unisce alle chitarre. Un brano che rimane impresso.



Loneliness of Ended Days è un disco pieno di buone idee e più di qualcuna ritrova una dimensione reale molto interessante. La formula utilizzata dagli Achiote è molto bella, perché mette insieme una serie di elementi che funzionano molto bene. L'impressione però è che manca un piccolo passo per riuscir a avere una band pronta ad assumersi un meritato protagonismo. In tutti i casi sicuramente questo salto definitivo verrà fuori, perché i presupposti sono positivi.

Voto 7,5/10
Achiote - Loneliness of Ended Days
V.R. Label Finland
Uscita 10.02.2017

Sito Ufficiale Achiote
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