Visualizzazione post con etichetta Urfaust. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Urfaust. Mostra tutti i post

giovedì 8 giugno 2017

Wederganger/Urfaust - Split: assomigliarsi per essere diversi

(Recensione di Split di Wederganger/Urfaust)


Mi piacciono i gruppi che dimostrano capacità di adattamento. Mi piacciono i gruppi che hanno chiaro quello che stanno facendo e fanno di tutto per rendere meglio il quadro. Mi piace quando si crea un'unità d'intenti e si va dritto nella direzione desiderata. Sono tutte cose che non sono per niente scontate perché certe band scelgono di non mettersi mai in discussione, di rimanere immobili, precludendosi, così, a nuovi orizzonti.

Per seconda volta da quando esiste questo blog mi occupo di uno Split, e uno dei due gruppi che ne fanno parte era già protagonista del primo split. Mi riferisco agli olandesi Wederganger dei quali vi avevo parlato in concomitanza con l'uscita del loro lavoro insieme ai, sempre olandesi, Kjeld (potete leggere la mia recensione qui). In questo caso questo nuovo disco gli affianca ad una rispettabilissima band, sempre olandese, che ha bisogno di ben poche presentazioni, cioè gli Urfaust. Di loro, invece, vi avevo parlato in concomitanza con l'uscita dell'ultimo LP, intitolato Empty Space Meditation (la recensione è qui).
Facendo un gioco abbastanza banale posso dire che prima di ascoltare questo disco aspettavo che i due brani degli Urfaust fossero molto più interessanti di quelli dei Wederganger. Mi basavo su quello che avevo ascoltato e conoscevo da entrambe le formazioni. Ed invece, dopo soltanto il primo ascolto, la mia premonizione si era completamente ribaltata. E non perché la parte degli Urfaust fosse inferiore ai loro standard. No, il motivo è che i Wederganger sorprendono regalando due brani splendidi. Non soltanto presi individualmente ma anche nel contesto generale di questo disco. Infatti grazie a questo contributo viene fuori un lavoro prezioso, coerente, con un'unità d'intenzioni che non disdegna di esaltare le differenze tra entrambi i gruppi.

Wederganger/Urfaust

Come mondo sonoro siamo in pieno al black metal ma entrambe le band regalano la loro propria interpretazione del genere. Quella dei Wederganger è più magnificente, in un certo modo epica. Quella degli Urfaust è più sofferta, infernale e viscerale. Per quello ha anche una dimensione molto più lo-fi che suggerisce qualcosa di molto più sentito, immediato e spontaneo. La cosa particolare è che sembra che in questo Split gli Urfaust abbiamo insistito per la loro via, per il loro modo di essere. Invece nel caso dei Wederganger c'è un adattarsi ai compagni d'avventura, senza che tutto ciò significhi rinunciare alla propria personalità. Anzi, quest'apertura, almeno per come la vedo io per quello che conosco la band, è un'apertura splendida che regala un tocco originale e molto ben portato a termine.

La cosa interessante degli Split è che quando vengono concepiti nel modo giusto sono un'opera che cresce grazie ai contributi delle band che ne prendono parte, dando come risultato qualcosa di molto diverso a un disco di una band unica. Questo split è uno di quei esempi. Anche se ci sono parecchie differenze tra entrambi i gruppi sembra che tutto vada nella stessa direzione con delle sfumature preziose. Sia i Wederganger che gli Urfaust vengono fuori ingranditi da questa novità discografica.


Sono quattro i brani che costruiscono questo disco. Io seleziono uno per band.
Per i Wederganger il brano è il primo di questo lavoro, cioè Heengegaan. Ritmicamente è schiacciante come una marcia infernale. Regala un brano oscuro e contundente, dissacrante ed ipnotico.
Per gli Urfaust la mia scelta va su Zelfbestraffingsten Denz En Occulte Raabsels. E' l'inferno che canta. Sembra un portale verso gli abissi. Guidati da una melodia dalla quale non possiamo fare a meno ci addentriamo in questo mondo. Non c'è tempo ne spazio per scappare. 

Questo Split trionfa. Trionfa perché riesce a compiere con tre cose importanti. La prima è quella di essere un'opera coerente ed originale, la seconda è che fomenta i due gruppi partecipanti, e la terza è che è fottutamente oscuro. Gran bello il giorno che Wederganger e Urfaust decisero di unire le forze.

Voto 8,5/10
Wederganger/Urfaust - Split
Ván Records
Uscita 09.06.2017

lunedì 19 settembre 2016

Urfaust - Empty Space Meditation: pronti ad affrontare l'ignoto dentro di noi?

(Recensione di Empty Space Meditation degli Urfaust)


Una delle leggi che sembra reggere il nostro mondo è quella dell'equilibrio. Per ogni cosa che esiste c'è il suo opposto. Più guardiamo in alto più il nostro sguardo ricade su noi stessi. Insomma, possiamo fare tutta una serie di divagazioni mentali per poi andare sempre a ricadere su quello che siamo noi stessi. Ogni viaggio è un viaggio rivolto all'interno.

Empty Space Meditation è un disco che ha un solo titolo che si ripete per tutte le canzoni: Meditatum. Indizio fondamentale e molto chiaro per capire che disco ci presentano gli olandesi degli Urfaust. Questo lavoro è assolutamente lo-fi ma non è una casualità, è una scelta stilistica azzeccatissima. Lo è perché incrementa maggiormente il messaggio che questo duo, che nasce nel black metal, cerca di farci arrivare. Effettivamente questo nuovo disco deve essere visto, ascoltato e vissuto come un rituale. Di meditazione, di osservazione del mondo e, di conseguenza, di osservazione di noi stessi come individui. Spesso si parla della caratteristica nichilista del metal più oscuro ma, credo, l'intelligenza sta nel saper usare questo egoismo passando da "fregarsene di tutto e di tutti" a "pensare ad essere migliori, più coerenti, disciplinati e coscienti". E questo lavoro lo permette. Sebbene l'abbiamo circoscritto a delle sonorità black in realtà c'è molto di più. Questo è un disco che a tratti diventi d'avanguardia ricordando in certe sfumature le intenzioni dei norvegesi Virus. E' un disco profondo, quando deve esserlo, e diretto. 



Ogni "Meditatum", cioè ogni traccia del lavoro, è doppiamente coerente. Lo è come creazione individuale proponendoci diversi tipi di viaggi; ma lo è anche come opera intera e chiusa. Perché il viaggio che ci viene proposto dagli Urfaust è un viaggio tra le ombre e tra i misteri. E' uno sguardo verso quello che non conosciamo, che è forse troppo grande ed importante per noi da impedirci la comprensione. Ebbene sì, è un disco che ci fa sentire piccoli, deboli, vuoti ed inutili ma la sua forza sta proprio lì, nell'aprirci gli occhi per affrontare tutto e non affondare. Questo è il viaggio mentale di Empty Space Meditation ed è molto ben riuscito.



Come avevo accennato prima ogni traccia ha la capacità di formulare un discorso proprio e per quello ogni "Meditatum" è diversa dalla precedente e da quella successiva. 
Meditatum I è ipnotica, è  la meditazione pura e dura, è il viaggio che ci permette di avere la mente pronta a quest'avventura unica.
Meditatum II inizia come una discesa negli abissi rischiando di farci impazzire ma proprio quando sembriamo persi è quando capiamo, quando si raggiunge la consapevolezza e guardiamo l'ignoto con altri occhi.
Meditatum III appartiene invece ad un'altra categoria. Se le prime due tracce brillavano di profondità questa qua è molto più diretta, è un carro armato che avanza incurante sulle nostre coscienze. 
Meditatum IV, invece, è una via di mezzo. E' un viaggio tra sofferenza, tra demoni che si nutrono di sofferenza portandoci a riflettere su quello che vediamo e sui nostri propri demoni che ci esigono la malvagità. 
Meditatum V torna al discorso diretto. E', forse, il brano più "semplice" a livello di arrangiamenti, armonia e ritmo ma funziona molto bene, è un traghetto che ci catapulta da una sponda all'altra. 
Meditatum VI chiude l'album in modo eccelso. E' un brano con chiare influenze orientali ed è da applaudire questa dinamicità degli Urfaust, capaci di comporre canzoni dirette ed allo stesso tempo, di dar nascita a brani come questo. E' una canzone cosmica, che ci fa pensare di stare dentro ad un caleidoscopio dove le immagini che vediamo progettate sono sia del cosmo che di noi stessi.



Empty Space Meditation è un disco molto ben riuscito. E' inquietante, ipnotico, aggressivo e misterioso. La sua dinamicità lo fa diventare assolutamente interessante perché invoglia l'ascoltatore a sapere di più. E' un lavoro pieno di mosse a sorpresa che progettano gli Urfaust a gruppo grandioso, di un'apertura mentale compositiva fondamentale perché scuote le acque dell'underground.

Voto 8,5/10
Urfaust - Empty Space Meditation
Ván Records
Uscita 28.10.2016