Visualizzazione post con etichetta Labirinto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Labirinto. Mostra tutti i post

domenica 3 febbraio 2019

Labirinto - Divino Afflante Spiritu: l'intelligenza dell'unicità

(Recensione di Divino Afflante Spiritu dei Labirinto)


Perché mai a qualcuno in un qualsiasi posto al mondo dovrebbe venire in mente di fare qualcosa che nessun'altro fa intorno a sé? Perché mai qualcuno dovrebbe buttare le energie di anni ed anni in un progetto che non trova un eco immediato nel suo intorno? Perché mai qualcuno dovrebbe scegliere le strade più difficili invece di quelle più semplici? Perché siamo vivi, perché siamo unici, perché per più che vogliano indirizzarci in un punto solo noi facciamo quello che sentiamo, quello che ci fa innamorare, quello che ci riempe. Questo è un invito a uscire dalla strada e percorrere le lande inesplorate per il puro piacere di sentirsi vivo.

Divino Afflante Spiritu

Forse per chi si trova in Europa non è semplice avere la dimensione reale di quello che significa fare certi generi musicali in Latino America. Sarà una cosa culturale o un modo di vivere la vita ma certi generi trovano uno spazio così ricco che si nutre da fan scatenati ma altri invece stentano a crescere. Latino America è passionale, è energia, è rabbia, è malinconia. In questo contesto il fatto che una band come i Labirinto sia alle porte di pubblicare il suo decimo album è un'anomalia squisita. Il loro post rock, post metal sembra non essere sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda di quelle che possono essere le esigenze di un pubblico come quello brasiliano o sudamericano. Forse perché l'idea di canzone lì è fondamentale, perché le parole sono il legame più forte da creare e nutrire. E invece eccoli con il loro Divino Afflante Spiritu a regalarci una serie di brani intensi, sentiti, trascinanti, oscuri. Nulla a che fare con i cocktail dolciastri guardando il tramonto su un'infinita spiaggia. Brani densi che scorrono pesanti e intensi. Come se questo disco fosse nato in quelle nazioni dove l'inverno devi buttarti dentro alla sala prove e creare, creare e creare perché non puoi fare altro.

Divino Afflante Spiritu

Ma perché un gruppo brasiliano riesce a far nascere delle creature come queste? Credo che qui si racchiude la forza di Divino Afflante Spiritu. In questo disco i Labirinto fanno un lavoro poetico convertendo in musica quello che vivono e vedono. Brasile è un gigante pieno di problematiche sociali che sembrano accentuarsi nel caotico momento attuale che attraversa quasi tutti i paesi del mondo. Sarebbe facile buttarci giù due parole di protesta e incollarle con due accordi ma è un discorso fatto e rifatto. Invece loro riescono a prendere l'anima di questa rabbia, di quest'incertezza, di questa sensazione di sbagliato e la mettono a favore di un discorso musicale molto più trascendente, molto più alto e importante. L'oscurità della loro musica è spirituale, sentita, punzecchiante, vivida. Il loro post rock disegna lo stato della società attuale, la loro rabbia musicale diventa materia e viene utilizzata a dovere per costruire un panorama unico. Per quello s'intrecciano altri discorsi come quello del post metal, dello sludge e delle sfumature drone. Un intervento artistico tutt'altro che scontato e facile. 

Divino Afflante Spiritu

Sicuramente coinciderete con me nel dire che i brasiliani sono tra le persone più passionali di questo mondo. Ecco Divino Afflante Spiritu è un disco che trasuda passione, una passione costruita con l'intelligenza, con la capacità di prendere quello che si vive e trasformarlo in musica. I Labirinto fanno qualcosa di prezioso perché non è qualcosa semplice, non è qualcosa che tutti fanno, non è qualcosa che appartiene al DNA del Brasile ma lo fanno così bene che viene fuori un disco universale.

Labirinto

Pesco due brani da questo bellissimo lavoro.
Il primo è Agnus Dei, unico brano cantato di questo disco grazie al featuring di Elaine Campos, cantante brasiliana che riesce a regalare vocalmente quello che la band fa strumentalmente. Una rabbia viscerale che non diventa gratuita e semplice ma che ha uno sfondo profondo, ragionato, strutturato e intelligente. 
Il secondo è la title track, Divino Afflante Spiritu. Forse il brano più emotivo e toccante di questo disco. In un certo modo epico per la grandiloquenza che acquista. La qualità della band e il proprio percorso musicale viene completamente messo in evidenza con questo brano. Quest'intreccio tra malinconia, potenza, passione e un senso d'astrazione che fa osservare tutto da una certa distanza.


Divino Afflante Spiritu diventa pertanto un lavoro di grande intelligenza. L'intelligenza che spesso rende unico chi non insegue le stesse cose degli altri e non si lascia trasportare dalle prime reazioni. L'intelligenza è il marchio di fabbrica dei Labirinto, abili nel creare un discorso musicale che poco e nulla ha a che fare col loro intorno, e pure così il risultato coniuga magistralmente la loro scelta musicale con le sensazioni emotive che vivono ogni giorno. 

Voto 9/10
Labirinto - Divino Afflante Spiritu
Pelagic Records
Uscita 08.02.2019

Sito Ufficiale Labirinto
Pagina Facebook Labirinto

sabato 11 febbraio 2017

Labirinto - Gehenna: energia brasiliana al post metal

(Recensione di Gehenna dei Labirinto)


Uno degli aspetti essenziali all'ora di registrare un disco è quello della ricerca sonora. Riuscire a dare la dimensione giusta a quello che si sta registrando non è assolutamente semplice ed il lavoro di un bravo fonico e/o di un bravo produttore può fare la differenza. La filosofia che c'è dietro dovrebbe essere quella d'ingrandire quanto più possibile l'intenzione sonore di una band, capendo con chiarezza che cosa si cerca di fare. La musica è piena di esempi di dischi che sono diventati maestosi grazie ad un accurato lavoro in fase di registrazione.

I brasiliani Labirinto lo sanno perfettamente. Per quello, nella loro prima tappa di registrazione del loro ultimo album, Gehenna, si sono ritrovati a registrare le tracce di chitarra sulle scale di emergenza del palazzo dello studio di registrazione. La loro ricerca aveva come finalità quella di riuscire ad avere il riverbero giusto che donasse la giusta spazialità alle chitarre. Peccato però che dopo qualche giornata di lavoro il mixer si distruggesse dovendo, così, rimandare la fine dei lavori ad un'altra sede ed in un altro momento. In tutti i casi questo incidente di percorso non ha pregiudicato la buona riuscita di questo lavoro, anche perché la band ha collaborato strettamente con Billy Anderson, famoso produttore che ha messo la sua firma su certi lavori dei Melvins, dei Neurosis, dei Fantômas, o dei Swans

Gehenna


La domanda interessante che mi viene spontanea è quella di sapere se si capisce, in qualunque modo, che questa band viene dalla gigantesca nazione sudamericana. Adesso la lascio in sospeso ma ci tornerò sopra. A questo punto è importante circoscrivere questo lavoro. Partiamo dunque inglobandolo dentro ai due generi maggiormente rappresentati in questo Gehenna. Questi sono il post metal ed il post rock. Di conseguenza quello che abbiamo di fronte è un lavoro dove i Labirinto mettono con chiarezza sul loro piatto dei pregevoli brani strumentali mossi dalla voglia di ricreare dei veri e propri paesaggi sonori pieni di epicità. Epicità che viene fuori dai titoli, e dunque dalle linee guide dei dieci brani presenti in questo dischi. Storie bibliche o mitologiche da raccontare con la musica.

Andando nel profondo bisogna chiedersi che cosa ha di più, o di meno, questo lavoro con rispetto a tanti altri esempi di dischi di post metal e post rock. Ascoltando Gehenna salta fuori con una certa facilità la risposta: la rabbia. Ma non qualsiasi rabbia, quella presente in questo disco dei Labirinto è una rabbia tramandata di generazione in generazione. E' una rabbia piena di potere, di quel potere che solo la natura o la misticità riesce a regalarti. Questo è un lavoro che non lascia spazio alla tranquillità, perché anche quando ci sono delle parti più ambientali si sente una grande tensione. E' un LP pieno di energia dalla prima fino all'ultima nota. Per quello è molto coerente con quello che la band ha cercato di comunicare. 

Labirinto


Come consiglio all'ascolto ho selezionato due brani.
Il primo si distoglie dalla linea epica storico religiosa del resto del disco. S'intitola Aung Suu e racconta musicalmente le vicende della nota attivista birmana, vincitrice del premio Nobel alla Pace. E', forse, il brano più dinamico dell'intero disco, uno dei pochi dove c'è del respiro tra le parti più grintose.
Il secondo brano che vi consiglio è Q'yth-El. Grazie a questa canzone possiamo apprezzare un altro aspetto fondamentale nella musica dei brasiliani, che deferisce da quella di altri gruppi dello stesso genere. Questo è la grande importanza data al lavoro delle tastiere, che riescono a riempire significativamente i brani, dando un'impronta che distoglie un po' quella caratteristica "post". 



Ho posto una domanda che cercherò adesso di rispondere. La domanda era se c'era qualcosa nella musica dei Labirinto che avesse un'impronta così particolare da poter dire che c'è del Brasile nelle loro creazioni. La risposta non è semplice ma è sì, in questo Gehenna c'è un tocco primitivo, istintivo e naturale che ricorda l'imponenza della natura e della storia legata a quel paese. C'è una rabbia istintiva, un'energia spontanea che hanno delle caratteristiche comuni con l'essenza del Brasile. Per quello bisogna ascoltare questo disco, perché regala piccole grandi sfumature che potevano nascere solo lì.

Voto 8,5/10
Labirinto - Gehenna
Pelagic Records
Uscita 10.02.2017