lunedì 25 settembre 2017

7C - Compartment C: freddo come il sistema

(Recensione di Compartment C dei 7C)


La modernità è delirante. E' un motore che non si ferma mai e che ha bisogno di una maggiore produttività di volta in volta. Purtroppo viviamo così immersi in questa realtà da non rendercene conto di quanto viviamo male. Ci sembra normale che una azienda produca 24 ore al giorno per 7 giorni. Ci sembra normale che i grandi centri commerciali non chiudano mai. Ci sembra normale che i turni di lavori spesso non prevedano delle pause durante settimane. Siamo schiavi di un sistema che ci è stato imposto, schiavi della necessità di guadagnare per poi spendere. Schiavi di quello che abbiamo permesso che accadesse. 

Con Compartment C il trio abruzzese 7C ci regala un'interpretazione strumentale della modernità. Quando si ha a che fare con dischi senza parole, e dunque senza un orientamento più o meno definito, diventa molto ampio il raggio d'interpretazioni di quello che si ascolta, ma credo che in questo caso sia abbastanza semplice andare in un'unica direzione. La musica che troviamo in questo terzo lavoro della band è una musica frenetica, acida, ossessiva, rumorosa. E' un macchinario che non cessa mai il suo movimento proiettando l'ascoltatore in un mondo che non è assolutamente lontano da quello che viviamo di giorno in giorno. Questo è un disco puntuale, nel senso che non sgarra neanche un punto, che diventa così robotico come il nostro mondo. E' un disco pieno di controllo, come siamo permanentemente controllati attraverso le camere di videosorveglianze o attraverso gli smartphone che ormai lasciano una traccia di tutto quello che facciamo, di dove andiamo e quanto tempo rimaniamo in ciascun posto. Ed è un disco freddo, che lascia ben poco spazio a sentimenti ed emozioni. 

Compartment C

Per riuscire a trasformare tutto quanto descritto precedentemente in musica i 7C fanno affidamento ad una qualità strumentale invidiabile. Si sente che non solo siamo di fronte a tre musicisti che conoscono perfettamente i loro strumenti ma vanno anche oltre. In Compartment C c'è spazio alla sperimentazione, alla ricerca sonora di un settaggio che non solo da novità al ruolo di ciascuno degli strumenti ma che sia assolutamente in linea con quello che il disco vuole esprimere. Per quello sembra, ascoltando i brani di questo disco di stare di fronte a molto più di tre "semplici" musicisti ma in realtà è così. Molte cose mi ricordano le improvvisazioni dei King Crimson degli ultimi trent'anni ma con uno sguardo che fissa molto di più il metal. Per quello credo che sia abbastanza corretta la definizione di avant-jazz rock alla quale ci aggiungerei un aspetto di sperimental metal. Inutile dire che se non ci fosse un grande dominio dei propri mezzi un disco come questo sarebbe stato impossibile da concepire. 

Compartment C è un disco che dev'essere letto al di là di quello che potrebbe sembrare il suo messaggio iniziale. Non si tratta soltanto di una specie di colonna sonora dell'industrializzazione moderna, non si tratta soltanto del riflesso di quello che possono essere le grandi metropoli ed i loro ritmi frenetici. Dal mio punto di vista la corretta lettura di questo lavoro dei 7C deve estendersi a tutto quello che viviamo oggi, a quello che sono le proposte di mercato che ci arrivano, al modo di essere istruiti per affrontare questo mondo. Dentro a tutta la evidente freddezza di questo disco si nasconde una spiritualità quasi filosofica. Senza parole il discorso della band è tagliante e scava nel profondo dei nostri pensieri.

7C

Voglio selezionare due brani che fanno capire bene la dimensione di questo lavoro e anche le eventuali aperture che ci sono dentro.
Il primo è Approaching a City. Sembra il racconto di quello che vive un provinciale che capita in mezzo ad una grande città. E' un brano dove batteria e chitarra travolgono le linee del contrabbasso che cerca di godersi una libertà che non riesce a trovare tutto lo spazio che riesce. Tanto che i ruoli si scambieranno, come se il nostro protagonista fosse "rapito" ed omologato dentro al polso della città, che non consente alcuna ribellione. 
Il secondo è Depression ed è il brano che si distanzia un po' da tutto il resto del disco. Forse è l'unico momento più introspettivo, dove la freddezza lascia spazio all'esplorazione interna di quello che succede dentro alla testa di qualcuno che vive in mezzo a questa ragnatela dalla quale è impossibile scappare. La depressione è il modo di reagire del corso, della mente, dell'anima. E la band riesce perfettamente ad individuare i suoni della depressione, la profondità triste di quei pensieri, la lotta tra la voglia di cambiare situazione e quello che ti trascina ancora più giù. E' un brano prezioso, molto, molto interessante.


Compartment C merita un ascolto approfondito perché fuori da quello che potrebbe essere un lavoro esperimentale e di avanguardia ci sono molti altri messaggi. Questo dei 7C non è un disco semplice e molta gente si troverà a disaggio di fronte a queste note ma è un lavoro che diventa un fedele riflesso del sistema che ci governa. L'individualità è un'illusione, siamo soltanto quello che alimenta una dinamica che è, quasi, impossibile abbandonare.

Voto 8/10
7C - Compartment C
DeAmbula Records
Uscita 29.09.2017


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